SASPEM: AANT guida gli studenti nella comunicazione della salute attraverso i linguaggi digitali

Come si trasformano temi complessi della ricerca scientifica in contenuti capaci di parlare alle nuove generazioni? E quale ruolo possono avere i linguaggi audiovisivi e digitali nella costruzione di una cultura della salute più consapevole?

Sono queste le domande al centro di SASPEM – Salute Specchio del Mondo, progetto sperimentale di educazione alla salute che coinvolge scuole, università, ricercatori, medici e professionisti della comunicazione con l’obiettivo di promuovere una visione integrata del benessere individuale e collettivo secondo l’approccio One Health, che considera salute umana, ambiente e società come dimensioni strettamente connesse.

All’interno del progetto AANT ha svolto un ruolo centrale di accademia supervisore del percorso di comunicazione e produzione creativa, accompagnando gli studenti nella traduzione dei contenuti scientifici in prodotti audiovisivi destinati ai canali digitali.

Tra i momenti più significativi del progetto si annovera l’incontro “Salute Specchio del Mondo”, ospitato il 16 marzo presso il Centro Congressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti del panorama medico-scientifico internazionale, tra cui Carlo Torti, Elena Raffetti e Riccardo Serraino.

A partire da questi contenuti, AANT ha progettato un articolato programma di laboratori creativi dedicati alle classi coinvolte, con l’obiettivo di sviluppare competenze narrative, digitali e audiovisive. Il percorso ha previsto attività di alfabetizzazione ai social media e alle loro dinamiche comunicative, workshop dedicati alla costruzione di storytelling per reel e contenuti brevi, approfondimenti sulla grammatica del linguaggio audiovisivo e momenti pratici di preparazione alle riprese e revisione del materiale prodotto dagli studenti.

A guidare il lavoro sono stati professionisti e docenti dell’Accademia di Roma, Andrea Sergiacomo, Matteo Quarta, Guido Calanca e Giorgio Casa, che hanno accompagnato gli studenti lungo tutte le fasi del processo creativo: dall’analisi dei trend digitali alla definizione dei messaggi chiave, dalla progettazione narrativa fino alla realizzazione e al montaggio dei reel.

L’obiettivo non è stato soltanto quello di acquisire competenze tecniche, ma soprattutto imparare a comunicare temi scientifici complessi in modo efficace, accessibile e responsabile. Un approccio che integra ricerca, creatività e innovazione, valorizzando il potenziale dei linguaggi contemporanei come strumenti di divulgazione e partecipazione.

AANT all’IPCA di Barcelos

Dal 11 al 15 maggio il prof. Cristian Sammarco, docente dell’accademia AANT, è stato ospite dell’IPCA – Instituto Politécnico do Cávado e do Ave di Barcelos, in Portogallo.

L’iniziativa conferma l’impegno di AANT nello sviluppo di collaborazioni internazionali che favoriscono il dialogo tra istituzioni, docenti e studenti, creando occasioni di confronto sui linguaggi contemporanei della progettazione. 

Durante la settimana, Il docente di AANT  ha svolto attività didattiche rivolte agli studenti dell’istituto portoghese, attraverso due lezioni seminariali e numerose sessioni di revisione e discussione dei progetti sviluppati nei corsi. 

Il programma ha approfondito alcuni dei temi più significativi della storia del design italiano. Il 12 maggio si è tenuto il seminario “Vico Magistretti. An Italian Architect”, dedicato alla figura del celebre architetto e designer milanese e al suo contributo alla definizione del design contemporaneo. Il 15 maggio, invece, la conferenza “Radical Architecture and Design in Italy” ha esplorato le esperienze dell’architettura e del design radicale italiano degli anni Sessanta e Settanta, mettendone in evidenza l’eredità culturale e l’influenza esercitata sul panorama progettuale internazionale.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra studenti e docenti delle due istituzioni, rafforzando il dialogo tra differenti contesti formativi e promuovendo una riflessione condivisa sui temi della storia, della teoria e della pratica del design.

AANT a NAFSA 2026

AANT ha preso parte a NAFSA 2026 Annual Conference & Expo, uno degli appuntamenti internazionali di riferimento per il mondo dell’educazione, della mobilità accademica e delle partnership tra istituzioni formative.

A rappresentare l’Accademia AANT è stata Gianna Angelini, impegnata in un programma di incontri con università, enti, network e operatori della formazione internazionale, con l’obiettivo di consolidare relazioni già attive e aprire nuove prospettive di collaborazione.

La partecipazione a NAFSA conferma la volontà di AANT di rafforzare il proprio posizionamento in un contesto sempre più globale, in cui didattica, creatività e innovazione dialogano con scenari professionali e culturali in continua evoluzione. Un’occasione preziosa per confrontarsi con realtà internazionali, intercettare nuove opportunità per studenti e docenti, e promuovere il valore della formazione italiana nei settori del design, della comunicazione visiva, dei media e delle nuove tecnologie.

In linea con lo spirito di NAFSA 2026, dedicato al tema “Global by Design”, AANT guarda all’internazionalizzazione come a un processo progettuale: non un semplice ampliamento dei confini, ma una scelta strategica per costruire esperienze formative più aperte, connesse e capaci di preparare i talenti creativi alle sfide del presente.

Questa partecipazione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita internazionale dell’Accademia e conferma l’impegno di AANT nel creare ponti tra formazione, professioni creative e comunità globali.

Meet the Expert: Fabio Antonelli e il potere della musica nei videogiochi

Lo scorso 19 maggio AANT ha ospitato l’ultimo appuntamento dell’anno accademico del format Meet the Expert. Ospite dell’incontro è stato Fabio Antonelli, compositore, produttore musicale e polistrumentista, da anni impegnato nella divulgazione della cultura musicale attraverso progetti che uniscono analisi, narrazione e approfondimento delle colonne sonore nel mondo dell’audiovisivo. 

Durante l’evento, Antonelli ha condiviso con gli studenti dei corsi triennali ed in particolare del corso di Game Design, la propria esperienza professionale, approfondendo il ruolo della musica come strumento narrativo all’interno di film, serie TV e videogiochi. Un’occasione preziosa per riflettere su come il suono contribuisca alla costruzione dell’identità di un’opera audiovisiva e alla creazione di un’esperienza emotiva coinvolgente per il pubblico.

Al centro dell’incontro (moderato dal coordinatore del triennio di Game Design Simone Mari),  “SuonA Tipo Bene”, il podcast ideato e condotto da Antonelli che esplora il linguaggio delle colonne sonore e il loro impatto sulla narrazione contemporanea. Attraverso episodi dedicati a film, serie televisive e videogame, il progetto rende accessibili temi musicali complessi anche a un pubblico non specializzato, raccontando il lavoro dei compositori, i processi creativi e i significati nascosti dietro le scelte sonore. 

Particolarmente apprezzato dagli studenti AANT è stato il confronto diretto con l’ospite, che ha risposto a domande e curiosità sul percorso professionale nel settore musicale, sulle competenze richieste oggi dall’industria creativa e sulle opportunità offerte dalle nuove piattaforme digitali per la produzione e la divulgazione culturale.

Studenti di AANT conquistano un Merit agli Young Ones Awards 2026

La creatività AANT si distingue sulla scena internazionale. Gli studenti della triennale di Art Direction, Advertising e Graphic Design Alessandro Arnold, Carlo Renato Popescu e Matteo Sinopoli, supervisionati dalla docente Giulia Magaldi, hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento “Merit” agli Young Ones Student Awards 2026, tra i più importanti contest mondiali dedicati ai nuovi talenti della comunicazione creativa, del design e dell’advertising.

Organizzati dal The One Club for Creativity di New York, gli Young Ones Awards rappresentano ogni anno, per il mondo dell’art direction, un osservatorio privilegiato sulle nuove direzioni della creatività contemporanea, coinvolgendo studenti e scuole provenienti da tutto il mondo. Il progetto premiato “The Epic Build”, pubblicato anche sulla piattaforma “Ads of the World”, immagina una campagna globale per il lancio della prima serie Netflix ambientata nell’universo di Clash of Clans, trasformando un elemento iconico del videogioco, i celebri costruttori, nel centro di una narrazione immersiva e transmediale.

L’idea creativa pensata dal team di Art Director Junior parte da una rottura improvvisa: dopo oltre tredici anni di lavoro ininterrotto, i costruttori scompaiono dal gioco. I cantieri si fermano, i villaggi restano in silenzio e la community globale inizia a interrogarsi sul mistero. Da qui prende forma una campagna costruita attraverso attivazioni in-game, poster guerriglia nelle principali città internazionali, leak social e contenuti video cinematografici, fino alla rivelazione finale: i costruttori non hanno smesso di lavorare, ma stanno costruendo il loro progetto più ambizioso di sempre, la nuova serie Netflix dedicata al franchise.

“The Epic Build” si è distinto per la capacità di integrare storytelling, gaming culture, entertainment e advertising in un ecosistema narrativo contemporaneo, dimostrando una forte attenzione ai linguaggi della comunicazione digitale e dell’esperienza immersiva.

Bravi ragazzi!

Case Film

Case Board

The Epic Build - Clash of Clans Board

International week a Ghent: AANT tra cinema, serialità e intelligenza artificiale

Dal 27 al 29 aprile AANT ha preso parte agli International Days dell’Artevelde University of Applied Sciences di Ghent, in Belgio, nell’ambito delle attività Erasmus dedicate allo scambio internazionale tra studenti, docenti e istituzioni accademiche europee.

A rappresentare l’Accademia di Roma è stato Valerio Di Paola, docente AANT e coordinatore del corso di diploma triennale in Videomaking, Story, Cinema e Media Design, ospite del Dipartimento Communication, Media and Design dell’università belga con la lecture e il workshop “Populism on Screen: Cinema, TV and AI-driven Communication”.

L’incontro ha proposto una riflessione sui rapporti tra linguaggi audiovisivi, comunicazione politica e intelligenza artificiale generativa, esplorando il modo in cui cinema, serialità televisiva e advertising contribuiscono oggi alla costruzione dell’immaginario collettivo e delle dinamiche del consenso. Attraverso esempi tratti dalla cultura visuale contemporanea, il workshop tenuto dal docente AANT ha approfondito il ruolo crescente dell’intrattenimento nella narrazione politica e l’impatto dell’A.I. nei processi comunicativi dell’era della post-verità, caratterizzata da frammentazione narrativa, iperconnessione e nuove forme di rappresentazione dell’identità e del conflitto.

L’esperienza Erasmus a Ghent è stata inoltre occasione di confronto internazionale attorno a GeniaLAB, il research hub di AANT dedicato all’intersezione tra intelligenza artificiale, cultura digitale e pratiche progettuali. Il dialogo con studenti e docenti provenienti da diversi contesti europei ha aperto nuove prospettive di ricerca e collaborazione sui cambiamenti in atto nel mondo della comunicazione visiva, dell’audiovisivo e del design contemporaneo.

AANT International a Istanbul: nuove prospettive globali per Triennali AANT e mobilità accademica

Dall’11 al 14 maggio 2026 l’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie (AANT) AANT International ha preso parte alla prima International Staff Week ospitata da Özyeğin University (OzU) a Istanbul. In rappresentanza dell’Accademia erano presenti Gianna Angelini, Direttrice scientifica e Responsabile dell’Internazionalizzazione, e Rossana Quarta, Direttrice Generale di AANT, coinvolte in un programma di confronto dedicato alla cooperazione accademica, alla mobilità e alle nuove traiettorie della formazione superiore. La partecipazione ha rafforzato il posizionamento di AANT International come piattaforma attiva nel confronto tra istituzioni accademiche orientate alla ricerca, alla progettazione contemporanea e alle nuove tecnologie. 

Organizzata dall’International Exchange and Partnership Programs Office di OzU, la settimana ha riunito rappresentanti di università e uffici internazionali per condividere esperienze, buone pratiche e modelli di collaborazione. Il programma ha alternato presentazioni dei partner, momenti di networking strutturato, tavoli di discussione, workshop tematici e una partner fair, creando un ambiente di lavoro orientato allo sviluppo di relazioni concrete tra istituzioni. Durante le prime sessioni, Özyeğin University ha presentato il proprio modello di ateneo orientato a ricerca, imprenditorialità, innovazione, sostenibilità e impatto globale. Per AANT International, il confronto con OzU e con le altre istituzioni presenti ha rappresentato un’occasione per osservare da vicino approcci didattici e organizzativi che mettono in relazione formazione, ricerca applicata, rapporto con il mondo produttivo e internazionalizzazione.

Un focus di particolare rilievo è stato dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione nelle università. La keynote “The New Era of Higher Education: Research, Innovation, and Impact” ha aperto una riflessione sulle trasformazioni in atto: dall’evoluzione dei processi di apprendimento e valutazione alla necessità di formare professionisti capaci di utilizzare l’AI in modo critico, etico e consapevole. Temi che dialogano direttamente con la ricerca portata avanti da AANT sui linguaggi contemporanei, sulle tecnologie emergenti e sulle competenze creative del futuro.

Il programma ha previsto anche un workshop presso MakersLab/OpenFab, dedicato alla cultura maker, alla digital fabrication e ai processi di prototipazione. Il laboratorio ha mostrato come modellazione 3D, stampa 3D, laser cutting, elettronica, biomateriali e progettazione collaborativa possano entrare nei percorsi formativi di design, ingegneria, gastronomia e innovazione. Una dimensione particolarmente vicina all’identità di AANT, da sempre orientata al dialogo tra arti, progetto e nuove tecnologie.

Tra le attività centrali anche la sessione di confronto sulle best practices per la mobilità di studenti e staff. I partecipanti hanno discusso criticità comuni e possibili soluzioni per rendere più efficaci i processi di accoglienza, comunicazione, orientamento e integrazione: dall’onboarding degli studenti incoming ai programmi di peer support, fino alla progettazione di strumenti digitali capaci di semplificare l’accesso alle informazioni e favorire maggiore autonomia.

La settimana ha integrato al lavoro accademico anche momenti dedicati alla cultura turca e alla conoscenza della città: dal workshop di marmorizzazione e stampa su matrice in legno alla cultura del caffè turco, fino alle attività sociali e alla visita guidata di Istanbul. Una dimensione esperienziale che ha rafforzato il valore interculturale dell’incontro, trasformando la mobilità in un’occasione di relazione, ascolto e apprendimento condiviso.

Per AANT, la partecipazione alla International Staff Week di Özyeğin University si inserisce nel percorso di apertura internazionale che l’Accademia porta avanti attraverso partnership, scambi e progettualità condivise.

Fare dissenso nel settore creativo: il confronto in AANT con We Hate Pink

Giovedì 7 maggio l’Aula Magna di AANT a Roma ha ospitato l’incontro “Fare Dissenso nel Settore Creativo e Oltre”, un momento di confronto dedicato alle trasformazioni del mondo della comunicazione, della creatività e delle professioni culturali contemporanee. L’evento è stato organizzato con il contributo della professoressa Hila Narducci e realizzato in collaborazione con We Hate Pink, progetto culturale e sociale impegnato nella promozione di inclusività, rappresentazione e consapevolezza critica contro stereotipi di genere e pratiche di pinkwashing, una strategia comunicativa attraverso cui aziende, brand o istituzioni utilizzano temi legati ai diritti LGBTQIA+, all’inclusività o al femminismo principalmente come strumenti di marketing e reputazione, senza che a queste narrazioni corrispondano pratiche realmente coerenti o inclusive.

A moderare il panel è stata Rossella Forlé, Founder di We Hate Pink, che ha guidato il dialogo tra le relatrici e il pubblico, aprendo una riflessione sui linguaggi della comunicazione contemporanea e sul ruolo della cultura nella costruzione degli immaginari collettivi. Tra gli ospiti intervenuti, Assunta Squitieri ha affrontato il tema delle trasformazioni del settore della comunicazione e delle difficoltà che attraversano oggi il lavoro creativo, tra precarietà, sfruttamento e necessità di ridefinire nuovi modelli professionali. 

Miriam Mastria, esperta di filantropia femminista e diritti di genere, cofondatrice e direttrice della neonata fondazione femminista SEMIA, ha portato il proprio contributo sul rapporto tra attivismo, inclusività e sostenibilità culturale, evidenziando il valore delle reti e delle pratiche collettive nei percorsi di trasformazione sociale. Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Barbara Centrone, Dottoranda di ricerca in Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università degli Studi Roma Tre, che ha approfondito il tema della rappresentazione delle identità nei media e nei processi educativi, soffermandosi sul peso culturale degli stereotipi e sull’importanza di costruire modelli inclusivi e consapevoli. 

A seguire, Francesco Pierri, conosciuto anche attraverso il suo nome drag Cristina Prenestina, ha condiviso una riflessione sul corpo come linguaggio politico e sulla necessità di difendere la propria identità all’interno dei contesti creativi e professionali, mettendo al centro il valore del dissenso come pratica quotidiana di libertà e autodeterminazione. 

A chiudere la serata è stata la presentazione del documentario di “Real Ads”, progetto dedicato alla rilettura critica dell’immaginario pubblicitario contemporaneo. 

AANT a Ghent: il branding come strumento per leggere la città

Dal 27 al 30 aprile un gruppo di studenti AANT della triennale di Art Direction, Advertising e Graphic Design dell’Accademia AANT ha preso parte al Blended Intensive Programme (BIP) “Summer of Branding”, organizzato dall’Artevelde University of Applied Sciences di Ghent

L’esperienza ha visto coinvolti Alessandro Arnold, Francesco Cimmino, Giorgia Sofia Fede, Giuseppe Maria Falso, Enrico Pezzali, Luca Porfirio, Nicolò Portarelli, Carlo Renato Popescu, Giulia Ragusa e Viola Rinaldi, accompagnati dai docenti Daniel Bedusa e Antonio De Falco.

Durante la settimana di lavoro, gli studenti AANT hanno collaborato insieme a partecipanti provenienti da università europee partner, confrontandosi all’interno di gruppi internazionali costruiti per favorire lo scambio di approcci, competenze e sensibilità progettuali differenti.

Il cuore del workshop è stato dedicato all’analisi e alla reinterpretazione di alcuni luoghi della città di Ghent attraverso strumenti di branding e comunicazione visiva. Un lavoro che ha richiesto agli studenti AANT osservazione diretta, ricerca sul territorio e capacità di trasformare elementi urbani, storici e culturali in narrazioni visive contemporanee. Accanto alle attività progettuali, il programma ha previsto incontri con professionisti del settore, workshop tipografici, visite culturali e momenti di esplorazione urbana, offrendo agli studenti AANT un’esperienza immersiva nel panorama creativo della città belga. Tra le attività proposte anche una visita all’Industry Museum di Ghent e ad un laboratorio dedicato alla stampa tipografica, che ha permesso ai partecipanti di sperimentare processi analogici e tecniche di composizione tradizionali. 

Per gli studenti dell’Accademia di Roma il BIP ha rappresentato un’occasione concreta di confronto internazionale, crescita progettuale e sviluppo di una pratica creativa sempre più aperta al dialogo europeo, capace di mettere in relazione design, storytelling e identità culturale.

GeniaLAB AANT: Design for All con Alessio Gallina

Cosa significa progettare oggi, in un contesto in cui linguaggio, immagini e tecnologie intelligenti contribuiscono a ridefinire continuamente il modo in cui interpretiamo il mondo?

 

È da questa domanda, tanto semplice quanto radicale, che ha preso forma l’ultimo incontro del 28 aprile del format GeniaLAB dal titolo “Design for All: Inclusione, Sensi e AI”. Un appuntamento che ha trasformato l’Aula Magna di AANT in un laboratorio critico, dove design e intelligenza artificiale sono stati osservati non solo come strumenti, ma come dispositivi culturali. Guidati dall’intervento di Alessio Gallina, docente di Teoria della percezione e psicologia della Forma in AANT gli studenti dei corsi accademici triennali hanno attraversato un percorso che ha messo in relazione linguaggio, discriminazione di genere e sistemi di IA, evidenziando come ciò che appare neutro, un colore, un’interfaccia, una parola, sia in realtà parte di un sistema più ampio di costruzione del significato.

 

Nel corso dell’incontro, introdotto e moderato dalla prof.ssa Gianna Angelini, direttrice scientifica e responsabile dell’internazionalizzazione dell’Accademia, è emerso con chiarezza come la discriminazione non sia soltanto un fenomeno sociale visibile, ma una struttura che si articola nei sistemi simbolici: nei linguaggi, nelle rappresentazioni visive e nelle logiche che guidano le tecnologie contemporanee. In questo scenario l’intelligenza artificiale assume un ruolo ambivalente. Da un lato strumento potente, dall’altro amplificatore di bias culturali, capace di riprodurre e rafforzare stereotipi attraverso output che diventano veri e propri atti discorsivi. Le piattaforme digitali, inoltre, tendono a costruire ambienti sempre più personalizzati, trasformandosi in spazi chiusi che rafforzano convinzioni preesistenti.

Il punto di svolta proposto dall’evento riguarda quindi il ruolo del designer. Non più semplice esecutore di soluzioni funzionali, ma figura consapevole, chiamata a interrogare continuamente il proprio operato. Progettare, in questa prospettiva, significa assumersi una responsabilità: definire possibilità, costruire accessi, immaginare forme di inclusione. Le riflessioni emerse durante l’incontro si inseriscono in un quadro più ampio, in cui il design viene riconosciuto come pratica intrinsecamente culturale, capace di incidere sulle modalità con cui le persone abitano spazi fisici e digitali e costruiscono relazioni