Giovedì 7 maggio l’Aula Magna di AANT a Roma ha ospitato l’incontro “Fare Dissenso nel Settore Creativo e Oltre”, un momento di confronto dedicato alle trasformazioni del mondo della comunicazione, della creatività e delle professioni culturali contemporanee. L’evento è stato organizzato con il contributo della professoressa Hila Narducci e realizzato in collaborazione con We Hate Pink, progetto culturale e sociale impegnato nella promozione di inclusività, rappresentazione e consapevolezza critica contro stereotipi di genere e pratiche di pinkwashing, una strategia comunicativa attraverso cui aziende, brand o istituzioni utilizzano temi legati ai diritti LGBTQIA+, all’inclusività o al femminismo principalmente come strumenti di marketing e reputazione, senza che a queste narrazioni corrispondano pratiche realmente coerenti o inclusive.
A moderare il panel è stata Rossella Forlé, Founder di We Hate Pink, che ha guidato il dialogo tra le relatrici e il pubblico, aprendo una riflessione sui linguaggi della comunicazione contemporanea e sul ruolo della cultura nella costruzione degli immaginari collettivi. Tra gli ospiti intervenuti, Assunta Squitieri ha affrontato il tema delle trasformazioni del settore della comunicazione e delle difficoltà che attraversano oggi il lavoro creativo, tra precarietà, sfruttamento e necessità di ridefinire nuovi modelli professionali.
Miriam Mastria, esperta di filantropia femminista e diritti di genere, cofondatrice e direttrice della neonata fondazione femminista SEMIA, ha portato il proprio contributo sul rapporto tra attivismo, inclusività e sostenibilità culturale, evidenziando il valore delle reti e delle pratiche collettive nei percorsi di trasformazione sociale. Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Barbara Centrone, Dottoranda di ricerca in Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università degli Studi Roma Tre, che ha approfondito il tema della rappresentazione delle identità nei media e nei processi educativi, soffermandosi sul peso culturale degli stereotipi e sull’importanza di costruire modelli inclusivi e consapevoli.
A seguire, Francesco Pierri, conosciuto anche attraverso il suo nome drag Cristina Prenestina, ha condiviso una riflessione sul corpo come linguaggio politico e sulla necessità di difendere la propria identità all’interno dei contesti creativi e professionali, mettendo al centro il valore del dissenso come pratica quotidiana di libertà e autodeterminazione.
A chiudere la serata è stata la presentazione del documentario di “Real Ads”, progetto dedicato alla rilettura critica dell’immaginario pubblicitario contemporaneo.