GeniaLAB AANT: Design for All con Alessio Gallina

Cosa significa progettare oggi, in un contesto in cui linguaggio, immagini e tecnologie intelligenti contribuiscono a ridefinire continuamente il modo in cui interpretiamo il mondo?

 

È da questa domanda, tanto semplice quanto radicale, che ha preso forma l’ultimo incontro del 28 aprile del format GeniaLAB dal titolo “Design for All: Inclusione, Sensi e AI”. Un appuntamento che ha trasformato l’Aula Magna di AANT in un laboratorio critico, dove design e intelligenza artificiale sono stati osservati non solo come strumenti, ma come dispositivi culturali. Guidati dall’intervento di Alessio Gallina, docente di Teoria della percezione e psicologia della Forma in AANT gli studenti dei corsi accademici triennali hanno attraversato un percorso che ha messo in relazione linguaggio, discriminazione di genere e sistemi di IA, evidenziando come ciò che appare neutro, un colore, un’interfaccia, una parola, sia in realtà parte di un sistema più ampio di costruzione del significato.

 

Nel corso dell’incontro, introdotto e moderato dalla prof.ssa Gianna Angelini, direttrice scientifica e responsabile dell’internazionalizzazione dell’Accademia, è emerso con chiarezza come la discriminazione non sia soltanto un fenomeno sociale visibile, ma una struttura che si articola nei sistemi simbolici: nei linguaggi, nelle rappresentazioni visive e nelle logiche che guidano le tecnologie contemporanee. In questo scenario l’intelligenza artificiale assume un ruolo ambivalente. Da un lato strumento potente, dall’altro amplificatore di bias culturali, capace di riprodurre e rafforzare stereotipi attraverso output che diventano veri e propri atti discorsivi. Le piattaforme digitali, inoltre, tendono a costruire ambienti sempre più personalizzati, trasformandosi in spazi chiusi che rafforzano convinzioni preesistenti.

Il punto di svolta proposto dall’evento riguarda quindi il ruolo del designer. Non più semplice esecutore di soluzioni funzionali, ma figura consapevole, chiamata a interrogare continuamente il proprio operato. Progettare, in questa prospettiva, significa assumersi una responsabilità: definire possibilità, costruire accessi, immaginare forme di inclusione. Le riflessioni emerse durante l’incontro si inseriscono in un quadro più ampio, in cui il design viene riconosciuto come pratica intrinsecamente culturale, capace di incidere sulle modalità con cui le persone abitano spazi fisici e digitali e costruiscono relazioni

IA e conoscenza: GeniaLAB presenta “Generative Knowledge” di Paolo Granata

Lunedì 13 aprile l’Accademia AANT ha ospitato un nuovo appuntamento di GeniaLAB, il format dedicato all’esplorazione dei linguaggi contemporanei e delle trasformazioni culturali legate legate all’IA e all’Intelligenza artificiale generativa.

Al centro dell’evento la presentazione del volume “Generative Knowledge” di Paolo Granata, un testo che propone una lettura critica e articolata dei cambiamenti in atto nei processi di produzione e trasmissione del sapere e che prova a rispondere ad una domanda sempre più urgente: che cosa significa conoscere, imparare e creare nell’era dell’Intelligenza Artificiale? L’IA, infatti, non si limita a essere uno strumento tecnologico, ma ridefinisce profondamente il modo in cui le conoscenze vengono generate, condivise e applicate.

Il dialogo, moderato dalla prof.ssa Gianna Angelini direttrice scientifica e responsabile dell’internazionalizzazione dell’Accademia di Roma, è avvenuto grazie ai contributi del prof. Derrick de Kerckhove (membro del comitato scientifico di AANT e geniaLAB) e Andrea Colamedici (coordinatore del comitato scientifico di geniaLAB), in un confronto che intreccia prospettive teoriche, culturali e filosofiche. Questo incontro ha offerto agli studenti dei corsi triennali gli strumenti interpretativi per orientarsi nel rapporto tra creatività, tecnologia Intelligenza artificiale e conoscenza.

 

Nota sugli ospiti: Paolo Granata, docente presso la University of Toronto, è uno dei principali studiosi delle relazioni tra media, estetica e cultura digitale. Le sue ricerche si concentrano sulle trasformazioni cognitive e percettive indotte dalle tecnologie emergenti.

Derrick de Kerckhove, sociologo e teorico dei media, è stato tra i più stretti collaboratori di Marshall McLuhan. Il suo lavoro ha contribuito a definire il concetto di intelligenza connettiva, analizzando l’impatto delle reti digitali sui processi mentali e sociali.

Andrea Colamedici, filosofo ed editore, è cofondatore del progetto Tlon, realtà impegnata nella diffusione del pensiero critico e nella rilettura della filosofia in chiave contemporanea, con particolare attenzione ai cambiamenti culturali in atto.

AANT ad AI4CREA di Universitas Mercatorum

AANT ha preso parte al convegno “AI4CREA – Innovazione e creatività: nuove prospettive con l’IA”, svoltosi venerdì 20 marzo presso la Sala Convegni di Universitas Mercatorum. A rappresentare l’Accademia è stata Gianna Angelini, Direttrice scientifica di AANT, intervenuta nella sessione dedicata al ruolo delle istituzioni della formazione superiore nel rapporto tra intelligenza artificiale, innovazione e creatività.

Promosso come occasione di confronto su come l’AI stia trasformando il modo in cui immaginiamo, progettiamo e realizziamo contenuti, prodotti e servizi, il convegno ha messo al centro un tema oggi decisivo per il mondo della formazione, del design, della comunicazione e delle industrie culturali e creative. 

Gianna Angelini ha preso parte alla Sessione II, “Innovazione e creatività nelle istituzioni della formazione superiore”, accanto a Riccardo Balbo, Direttore Accademico del Gruppo IED, Fabrizio Maturo, Preside della Facoltà di Scienze Tecnologiche e dell’Innovazione di Universitas Mercatorum, e Barbara Martini, Direttrice del Dipartimento di Ingegneria e Scienze, in una sessione coordinata da Giuseppe Carci. L’articolazione dei lavori, aperti dai saluti del Rettore Giovanni Cannata e conclusi dal Presidente ANVUR Antonio Felice Uricchio, ha conferito all’incontro un profilo scientifico e istituzionale di particolare rilievo.

La presenza di AANT ad AI4CREA si inserisce in un percorso coerente che AANT sta sviluppando da tempo sul rapporto tra AI, formazione, percorsi triennali e pensiero critico. Nelle più recenti occasioni pubbliche dell’Accademia a Roma, la Direttrice scientifica ha infatti ribadito l’importanza di integrare l’intelligenza artificiale nei percorsi formativi (triennali, biennio, master) senza rinunciare alla centralità dell’interpretazione, della cultura progettuale e degli strumenti teorici. Tutte tematiche al centro dell’HUB di ricerca geniaLAB.

Anche per questo, la partecipazione ad AI4CREA rappresenta un passaggio importante nel posizionamento di AANT dentro il dibattito contemporaneo su creatività, tecnologie e alta formazione.

AANT al terzo appuntamento di “Che cosa fanno oggi i filosofi?”

Domenica 15 marzo, alle ore 17, AANT ha preso parte al terzo appuntamento di “Che cosa fanno oggi i filosofi? La filosofia in dialogo”, al Centro Culturale Polivalente di Cattolica. Protagonista dell’incontro Gianna Angelini, Direttrice scientifica e Responsabile dell’Internazionalizzazione dell’Accademia, in dialogo con il filosofo Riccardo Manzotti (IULM, Milano) sul tema “Conoscenza: scuola, università, intelligenza artificiale”, all’interno della storica rassegna curata da Claudio Paolucci e ideata nel 1980 da Umberto Eco e Marcello Di Bella. Il confronto si è concentrato su una questione oggi decisiva: come cambiano apprendimento, insegnamento e produzione della conoscenza quando l’accesso all’informazione è sempre più mediato dall’IA.

La presenza di AANT in questo contesto assume un valore particolare perché il rapporto tra intelligenza artificiale, pensiero critico e innovazione didattica è da oltre quattro anni uno degli assi di sviluppo dell’Accademia. Già dall’A.A. 2021/2022 AANT aveva avviato attività di ricerca su metaverso e IA, investendo in spazi e tecnologie dedicate; negli anni successivi questo lavoro ha avuto una ricaduta concreta sui piani di studio, sui contenuti integrati della didattica e su un ciclo di conferenze dedicato a questi temi. 

In questa direzione si collocano sia AI BOUNDS, il format inaugurato da AANT nel 2023 per interrogare vincoli e opportunità dell’intelligenza artificiale nell’arte e nella formazione, sia la Farm “Contaminazioni”, che ha coinvolto gli studenti nella realizzazione di un videoclip interamente prodotto con l’ausilio dell’IA, affrontandone in modo sperimentale potenzialità, limiti e responsabilità creative. 

Il percorso si è ulteriormente consolidato nel 2025 con la nascita di geniaLAB, HUB di ricerca interdisciplinare dedicato all’intelligenza artificiale generativa, alla cultura digitale, alle tecnologie cognitive e all’innovazione creativa, coordinato da Gianna Angelini. Nello stesso anno geniaLAB è entrato nella rete dei Pilot europei CYANOTYPES, progetto Erasmus+ che coinvolge oltre venti partner e sperimenta nuovi approcci a formazione, ricerca e innovazione nei settori culturali e creativi. 

Anche tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 AANT ha continuato a presidiare questi temi su più livelli: con l’appuntamento geniaLAB dedicato a “Nati Cyborg” di Claudio Paolucci, con la partecipazione alla conferenza internazionale “From Mimesis to Machine” dell’Istituto Svizzero, con il BIP “AI meets SDG’s”, con il workshop Erasmus+ su AI generativa, identità e diritti umani e con la Refresh Week, che ha incluso un laboratorio su biosegnali e intelligenza artificiale emotiva. 

AANT alla Triennale di Milano: gli studenti offrono il loro contributo all’installazione luminosa di Alex Braga

AANT partecipa alla mostra “E nel futuro…”, in programma dal 6 al 22 febbraio alla Triennale di Milano, offrendo, con una FARM dedicata di studenti dei corsi triennali, supporto tecnico alla realizzazione dell’installazione luminosa e interattiva di Alex Braga, membro del comitato scientifico GeniaLAB

 

La mostra, curata da Gabriele Simongini e promossa da Enel, mette in relazione tre figure centrali nella storia della luce come linguaggio artistico, Giacomo Balla, Fernando Jacopozzi e Alex Braga, in un percorso immersivo che attraversa il Novecento e arriva alle pratiche artistiche più attuali. “E nel futuro…” propone una rilettura attuale dell’eredità futurista, in cui la luce diventa strumento di relazione con lo spazio, il corpo e la percezione. Il percorso espositivo si apre con la reinvenzione digitale della storica scenografia di Giacomo Balla per “Feu d’artifice “(1917), animata da Alex Braga, e prosegue con una rievocazione visiva dell’opera di Fernando Jacopozzi, pioniere dell’illuminazione urbana e protagonista della trasformazione di Parigi nella Ville Lumière. Un racconto che intreccia memoria storica, innovazione tecnologica e visione del futuro, valorizzando la luce come materia artistica e simbolica.

 

Elemento centrale della mostra è l’installazione interattiva di Alex Braga “Automatic Impermanence”, una dark room immersiva in cui il pubblico viene coinvolto in un’esperienza sensoriale e percettiva, un viaggio metaforico che unisce tecnologia, intelligenza artificiale e introspezione. Un’opera che riflette sui temi dell’identità, della trasformazione e dell’impermanenza, ponendo al centro il rapporto tra essere umano e sistemi digitali.

 

La Farm attivata da AANT ha permesso agli studenti dei corsi triennali di Art Direction, Advertising e Graphic Design,  Design e Videomaking di collaborare attivamente alla realizzazione dell’installazione luminosa di Alex Braga, sperimentando sul campo i processi di produzione artistica contemporanea. 

 

Hanno preso parte al progetto:

 

  • Francesca Laghi
  • Adriano Roman
  • Gaia Piersanti
  • Jacopo Parodi
  • Aurora Conte
  • Giorgio Nelson Castellani
  • Gaia Mineo Lanza
  • Maurizio Matta
  • Benedetta Perri
  • Lara Lucia Sichetti

Claudio Paolucci presenta
“Nati Cyborg”: una riflessione tra intelligenza artificiale e linguaggio

AANT ha presentato un nuovo appuntamento firmato GeniaLAB, il format di ricerca e confronto dedicato ai linguaggi contemporanei e alle loro trasformazioni culturali. Al centro dell’evento, moderato dalla prof.ssa Gianna Angelini direttrice scientifica e responsabile dell’internazionalizzazione di AANT, il dialogo tra intelligenza artificiale e linguaggio con la presentazione del libro “Nati Cyborg” scritto dal prof. Claudio Paolucci, ordinario dell’Università di Bologna. 

Durante l’incontro, l’ospite assieme agli studenti ha esplorato come la produzione dei testi e le modalità di comunicazione cambino radicalmente nel momento in cui, accanto agli esseri umani, “parlano” anche le macchine. Che cosa intendiamo oggi per comprensione, intenzione e creatività? Quali sono le implicazioni culturali, sociali ed etiche dell’uso quotidiano di strumenti di intelligenza artificiale? Il libro, partendo da una prospettiva semiotica, mette a fuoco opportunità, ambiguità e zone d’ombra del nuovo sistema linguistico digitale. Oggi l’AI generativa, infatti, non è più un oggetto esterno, ma uno specchio che ci costringe a interrogarci su chi siamo e su chi stiamo diventando. Tema questo di grande importanza ed interesse per gli studenti dei corsi accademici triennali di AANT.

Nota sull’ospite: Claudio Paolucci è professore ordinario di Filosofia e Teoria dei Linguaggi presso il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna, dove insegna Semiotica e Filosofia del linguaggio. Presidente della Società Italiana di Filosofia del Linguaggio (SFL), è il coordinatore scientifico del Centro Internazionale di Studi Umanistici “Umberto Eco”.I suoi studi si concentrano sul linguaggio, sulla cognizione e sui processi di costruzione del significato, con particolare attenzione al rapporto tra intelligenza artificiale e pratiche culturali. È autore di numerosi saggi e volumi di riferimento nel panorama teorico contemporaneo.

Nuovo evento GeniaLAB: intelligenza artificiale, racconto del reale e nuovi orizzonti del documentario

L’intelligenza artificiale sta trasformando in profondità il modo di osservare, interpretare e raccontare la realtà, ridefinendo linguaggi, processi creativi e modalità di produzione del documentario contemporaneo. A questi temi è stato dedicato GeniaLAB – L’intelligenza artificiale nel racconto del reale”, l’incontro, ultimo appuntamento del 2025, che si è svolto martedì 17 dicembre presso AANT in collaborazione con la Fondazione Libero Bizzarri e mediato dalla prof.ssa Gianna Angelini.

L’evento si è aperto con una breve introduzione sulla storia della Fondazione Libero Bizzarri, realtà di riferimento per la promozione e la valorizzazione del cinema documentario italiano. Nel corso degli anni, la Fondazione ha accompagnato la crescita di numerosi autori e autrici, sostenendo una visione del documentario come strumento critico e culturale, capace di leggere la complessità del reale e di interrogare il presente.

Nel suo intervento la prof.ssa Gianna Angelini ha ripercorso il senso della serata, collegandola idealmente all’incontro con il prof. Derrick de Kerckhove e al pensiero di Marshall McLuhan, figura centrale nella riflessione sui media e sulle tecnologie come estensioni dell’essere umano. A seguire è stata presentata una proiezione di circa 10 minuti del documentario di Libero Bizzarri dedicato a Marshall McLuhan, Il villaggio elettronico, che ha offerto agli studenti dei corsi triennali accademici uno spunto visivo e concettuale per approfondire il rapporto tra media, tecnologia e percezione della realtà.

Il cuore dell’incontro è stato affidato all’intervento dell’ospite Giacomo Cannelli, in dialogo con il prof. Valerio Di Paola, accompagnato dalla proiezione di reel e materiali video selezionati. Il confronto ha esplorato le potenzialità dell’intelligenza artificiale nelle diverse fasi del lavoro documentaristico: dalla ricerca alla scrittura, dalla messa in scena alla relazione con il pubblico. Accanto alle opportunità narrative e produttive offerte dagli strumenti algoritmici, nel dialogo sono state affrontate anche le questioni etiche e critiche legate all’uso dell’IA, interrogandosi sul ruolo dell’autore e sulla responsabilità creativa.

L’appuntamento ha sancito l’inizio di una collaborazione tra AANT e la Fondazione Libero Bizzarri che nei prossimi mesi porterà nell’Accademia di Roma nuovi ospiti che potranno confrontarsi con gli studenti su innovazione, ricerca e cultura. 

Nota sull’ospite: Giacomo Cannelli è autore e sceneggiatore con una lunga esperienza nella produzione audiovisiva per televisione e piattaforme digitali. AI Senior Artist, si occupa di intelligenza artificiale applicata ai linguaggi narrativi e visivi, esplorando il rapporto tra creatività, tecnologia e nuovi immaginari

Presentato in AANT il progetto Tales from Neurocene

Mercoledì 3 dicembre 2025 l’Aula Magna di AANT a Roma ha ospitato la presentazione di Tales from Neurocene, un innovativo progetto di film d’animazione sperimentale ideato dal regista Luigi Maria Perotti e ispirato alle teorie del Prof. Marco Gori dell’Università di Siena. L’evento, organizzato nell’ambito delle attività del nuovo HUB di ricerca geniaLAB dedicato all’intelligenza artificiale, è stato moderato dalla prof.ssa Gianna Angelini, direttrice scientifica e responsabile internazionalizzazione di AANT. 

Al centro dell’incontro vi è stata la proiezione di “The Final Chapter”, un cortometraggio di circa 10 minuti che funge da prologo dell’universo narrativo di Tales from Neurocene. Questo breve film – un teaser interamente generato con strumenti di intelligenza artificiale– immerge lo spettatore in un mondo futuristico post-apocalittico governato da un’IA centralizzata chiamata “N”, a cui è stato affidato il compito di rieducare l’umanità affinché “non ripeta gli stessi errori” commessi in passato. L’idea del Neurocene – così è stato battezzato questo scenario – nasce dalla volontà di immaginare cosa potrebbe accadere se, nei prossimi anni, non si riuscisse a trovare un approccio diverso alle potenzialità dell’AI. Il cortometraggio presentato in AANT è dunque una provocazione creativa che vuole far riflettere sul futuro dell’intelligenza artificiale e sulle implicazioni etiche e ambientali del suo sviluppo.

Durante la presentazione, Perotti e Gori hanno spiegato come Tales from Neurocene sia nato da un incontro all’Università di Siena, dove il Prof. Gori e il suo team (SAILab) stanno lavorando a un approccio all’AI meno energivoro e più decentralizzato rispetto ai modelli attuali. In particolare, è stato sottolineato il problema dell’elevato consumo di risorse delle odierne AI: ogni singola interrogazione a un modello di AI può richiedere l’energia di una ricarica di smartphone, e si stima che entro cinque anni il consumo di energia e acqua delle IA potrebbe eguagliare quello di un Paese come il Giappone. Questi dati hanno suscitato molto interesse tra gli studenti, aprendo un dibattito sull’urgenza di ripensare le tecnologie intelligenti in chiave sostenibile. L’idea alla base del progetto, infatti, è esplorare soluzioni di intelligenza artificiale connettiva più rispettose dell’ambiente, distribuite e accessibili, in contrasto con la visione di un’unica AI centralizzata che domina il pianeta nel Neurocene.

L’evento si è concluso con una sessione di domande e risposte. Gli studenti di AANT hanno potuto dialogare direttamente con Perotti e il Prof. Gori, ponendo quesiti sia sul processo creativo del corto – realizzato interamente con strumenti AI – sia sulle possibili applicazioni reali di un’AI decentralizzata. L’incontro ha rappresentato un momento di crescita e ispirazione per la comunità accademica: un esempio concreto di come l’interdisciplinarità fra arte, design e tecnologia possa stimolare una riflessione critica sull’innovazione e sul futuro che vogliamo costruire.

Nota sui relatori: Luigi Maria Perotti è un regista e documentarista italiano con esperienza ventennale in reportage e televisione. Negli ultimi anni ha rivolto la sua creatività verso le nuove tecnologie, sperimentando linguaggi innovativi nel campo dell’intelligenza artificiale. Marco Gori è professore ordinario di informatica presso l’Università di Siena, dove dirige il laboratorio SAILab (Siena Artificial Intelligence Lab). Tra i pionieri dell’AI in Italia, il Prof. Gori è noto per i suoi studi sul machine learning e per la promozione di strategie di sviluppo sostenibile dell’intelligenza artificiale, volte a ridurre il consumo energetico e a decentralizzare i sistemi di apprendimento. 

AI e percorsi accademici:
AANT ospite su LA7 a Coffee Tech

Sabato 29 novembre la Direttrice scientifica e Responsabile Internazionalizzazione di AANT prof.ssa  Gianna Angelini è stata ospite della trasmissione Coffe Tech su La7. Temi centrali della puntata sono stati l’AI, la robotica e più in generale quanto l’innovazione tecnologica influenza ed influenzerà in futuro la vita di tutti i giorni.

Nel salotto del giornalista e conduttore televisivo Ivo Mej, oltre alla prof.ssa Angelini, sono intervenuti: lo storico e saggista Direttore del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri; il giornalista e divulgatore Emilio Cozzi; l’attrice Antonella Attili e l’attore comico e speaker radiofonico Vittorio Pettinato.

Durante la puntata sono state mostrate delle immagini della nostra accademia a Roma con un occhio in particolare alle Farm ed agli eventi organizzati all’interno dei nostri percorsi accademici triennali. La prof.ssa Angelini ha presentato i corsi (triennali, master, magistrale) dell’accademia di Roma evidenziando il continuo aggiornamento da parte dei docenti per quanto riguarda l’AI e le nuove tecnologie da sempre al centro dei nostri  piani di studio. Allo stesso tempo, ha ricordato quanto il pensiero critico, sviluppato attraverso le materie teoriche proposte in tutti i percorsi accademici di AANT, si renda indispensabile per un uso consapevole degli strumenti del futuro.

Qui il link per vedere la puntata on line. 

Premio Libero Bizzarri: l’intelligenza creativa e le nuove forme di narrazione

Dal 13 al 16 novembre si è tenuta alla Sala del Museo del Mare di San Benedetto del Tronto la XXXII edizione del Premio Libero Bizzarri. Quest’anno il tema centrale dell’evento, organizzato dalla Fondazione Libero Bizzarri in collaborazione con la Regione Marche e la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MIC, è stato l’intelligenza creativa e le nuove forme di narrazione. Tra dibattiti, incontri e proiezioni la manifestazione si è snodata attraverso un filo conduttore estremamente attuale: il ruolo e l’influenza dell’intelligenza artificiale nel mondo del cinema.

 

Tra gli appuntamenti in programma ce n’è stato uno molto caro ad AANT. Venerdì 14 infatti, sono intervenuti il sociologo Derrick De Kerckhove, membro del Comitato Scientifico di AANT del suo HUB geniaLAB, e Gianna Angelini, direttrice scientifica e responsabile internazionalizzazione dell’Accademia di Roma. L’incontro, intitolato “L’intelligenza connettiva: l’impatto dei media sull’uomo e sulla società”, ha visto anche proiettata la puntata “Il villaggio elettronico di Mcluhan” che analizza il pensiero del famoso studioso attraverso applicazioni tecnologiche utilizzate nel campo dei mass media e delle telecomunicazioni.

La proiezione del documentario di Libero Bizzarri ha offerto lo spunto per un dialogo intenso e ricco di prospettive tra Gianna Angelini e Derrick De Kerckhove. La prof.ssa Angelini ha ricordato come McLuhan abbia ridefinito le categorie con cui interpretiamo la comunicazione moderna, aprendo la strada a una nuova sensibilità verso l’ambiente dei media. È però alla generazione successiva, quella di De Kerckhove, che è spettato il compito di confrontarsi con l’avvento della rivoluzione digitale, un territorio che McLuhan aveva solo ipotizzato e previsto.

Nel dialogo, Gianna Angelini ha definito De Kerckhove “erede metodologico e intellettuale” del teorico canadese: un ricercatore capace di ampliare intuizioni oggi più attuali che mai nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della pervasività algoritmica. Riprendendo il celebre assunto “the medium is the message”, De Kerckhove ha sottolineato come non sia il contenuto a trasformare l’uomo, bensì il medium stesso, che rimodella percezione, legami sociali e strutture cognitive. Da qui si sviluppa la sua indagine sulla neurocultura, disciplina che studia le mutazioni cognitive generate dai nuovi ambienti mediali.

La proiezione del documentario di Bizzarri ha restituito infine la voce e il volto di un McLuhan sorprendentemente attuale, capace di anticipare con decenni di anticipo la direzione dei mutamenti tecnologici. Le immagini recuperate e riproposte al pubblico hanno confermato quanto il suo pensiero resti oggi imprescindibile per comprendere non soltanto i media, ma la forma stessa dell’esperienza contemporanea.

La rassegna è terminata domenica con la cerimonia di premiazione dei concorsi ITALIADOC e Opera Prima, quest’ultimo dedicato ad autori ed autrici sotto i 35 anni, il Premio Andrea Pazienza per l’uso inventivo delle immagini e della grafica, il Premio Libero Bizzarri per il miglior documentario e il Premio del Pubblico Under 35.