Progettare l’invisibile: AANT alla DxS Conference 2026

Come si progetta qualcosa che non possiamo vedere? E in che modo il design può dare forma, significato ed esperienza a ciò che sfugge alla percezione visiva? 

Sono domande che attraversano i due contributi con cui AANT parteciperà alla DxS Conference 2026, in programma il 15 e 16 ottobre a Roma presso AMKA Social Hub.

Giunta alla sua terza edizione, la Conference è promossa dal gruppo di studio DxS: Design (per) Semiotics, dedicato all’approfondimento del dialogo tra design e semiotica attraverso i temi della percezione, dell’azione e della costruzione di significato. Al centro dell’edizione 2026 il tema Il credibile e l’incredibile: architetture dell’immaginazione. 

A rappresentare AANT saranno Alessandra Reggiani, architetto, lighting designer, docente dell’Accademia e direttrice del Master LuDe – Design della Luce, e Michelle Damilano, studentessa del secondo anno di Design: Interior & Product 

Con l’intervento “Illuminare l’invisibile”, Alessandra Reggiani porterà l’attenzione sulla luce come materia progettuale capace di costruire esperienza, comunicazione e relazione con lo spazio. Il focus sarà in particolare sugli ambienti ipogei, contesti nei quali aspetti tecnici, pratici, percettivi e sensoriali si intrecciano in condizioni fuori dall’ordinario. Qui l’immaterialità della luce incontra l’“invisibilità” dello spazio, richiedendo approcci progettuali specifici e una diversa riflessione sul rapporto tra illuminazione e percezione. 

Da una prospettiva differente parte il contributo di Michelle Damilano, “Descrivere l’Invisibile: il colore oltre la vista”. Il progetto nasce durante il percorso accademico di Design in AANT da una domanda apparentemente semplice: come spiegare un colore senza fare riferimento a elementi visivi o a oggetti comunemente associati a quel colore? Da questo interrogativo prende forma una ricerca che esplora la possibilità di rendere l’esperienza del colore accessibile anche alle persone non vedenti attraverso strumenti multisensoriali e narrativi. Il colore viene così sottratto alla sua dimensione esclusivamente visiva per essere interpretato attraverso texture, temperature, suoni, emozioni e associazioni sensoriali. 

I Due contributi presentati da AANT alla DxS Conference 2026 pur partendo da prospettive e livelli di esperienza differenti, condividono lo stesso terreno di ricerca: esplorare ciò che il design può rendere percepibile, accessibile e significativo. Perché progettare significa anche questo: interrogare ciò che diamo per scontato e trovare nuovi linguaggi per rendere visibile e condivisibile ciò che ancora non lo è.