AANT e AID. Formazione Docenti su DSA
e Neurodivergenze

Per il terzo anno consecutivo AANT rinnova la propria convenzione con AID, Associazione Italiana Dislessia, consolidando un percorso strutturato di formazione dedicato ai docenti delle triennali  e dei master di primo livello sui temi delle neurodivergenze e dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Un impegno che si inserisce nel più ampio quadro del Progetto “Democrazia dell’Apprendimento – L’Università per l’inclusione”, con l’obiettivo di promuovere una didattica sempre più consapevole, accessibile e coerente con i principi dell’equità formativa. 

Fondata nel 1997, l’AID è il principale ente italiano impegnato nella promozione dei diritti e delle opportunità delle persone con DSA. Attraverso attività di formazione, ricerca e consulenza scientifica, l’associazione supporta scuole, università e istituzioni nella costruzione di ambienti di apprendimento inclusivi e aggiornati rispetto alla normativa vigente. I contenuti del progetto formativo destinato ai docenti AANT sono revisionati dal Comitato Scientifico AID e sviluppati con il contributo di formatori universitari, tutor esperti nel supporto agli studenti universitari, specialisti in metacognizione ed esperti di strumenti compensativi. Una collaborazione ormai triennale che testimonia la volontà dell’Accademia di investire con continuità nella qualità pedagogica e nell’innovazione didattica.

Il programma per quest’anno accademico si articola in tre livelli:

1)Formazione base per i nuovi docenti con video-lezioni dedicate.
2)Formazione in presenza.

3)Sportelli di aggiornamento e confronto “IncludiAMO”. Lo spazio “IncludiAMO?” nasce come luogo strutturato di aggiornamento continuo, consulenza e condivisione, con l’obiettivo di approfondire normative e regolamenti, rafforzare la progettazione dei Piani Individualizzati, supportare la costruzione di prove d’esame accessibili e favorire coerenza istituzionale tra Servizio DSA e docenti. Un modello che integra rigore accademico e attenzione alle differenze cognitive, promuovendo una cultura valutativa inclusiva e collaborativa.

Nel contesto delle arti visive, digitali e tecnologiche, l’inclusione non è solo un valore etico, ma un elemento strutturale della qualità formativa. Comprendere le neurodivergenze significa riconoscere pluralità di stili cognitivi, modalità di apprendimento differenti e potenzialità espressive uniche.