
geniaLAB è il laboratorio di ricerca interdisciplinare dedicato all’intelligenza artificiale generativa, alla cultura digitale, alle tecnologie cognitive e all’innovazione creativa. L’HUB unisce arte, scienza e pensiero critico per esplorare l’impatto delle tecnologie emergenti sulla società, sulla cultura e sull’educazione.
Con un comitato scientifico composto da esperti internazionali, geniaLAB promuove progetti di ricerca, sperimentazione didattica, pubblicazioni, eventi e collaborazioni con enti pubblici, industrie creative e centri di eccellenza. L’HUB si presenta come un punto di riferimento per la formazione di una nuova generazione di professionisti consapevoli e innovatori culturali.
Coordinatrice dell’hub
Presidente comitato scientifico
Membri del comitato scientifico
Dopo essersi laureata in Comunicazione, nel 2002 ottiene un Ph.D. in Scienze culturali in Germania. Strategic planner di agenzia per oltre 10 anni, Vicepresidente TP dal 2011 al 2014, giornalista pubblicista dal 2019, presidente di Cr.A.Sh dal 2013, insegna dal 2005 le discipline della Semiotica del testo multimediale, le Teorie della percezione e l’Estetica delle arti visive. Ha all’attivo due monografie e articoli pubblicati in riviste italiane e straniere. Dal 2019 svolge attività di giornalismo e dal 2015 si occupa di pianificazione didattica in ambito di design della comunicazione. Dal 2017 svolge il ruolo di International program Manager in ambito accademico.
Simone Arcagni (Palermo, 1970) è un accademico, saggista e giornalista esperto di cinema, nuovi media e tecnologie digitali. È Professore Associato presso l’Università IULM di Milano (dopo aver insegnato all’Università di Palermo), e svolge attività didattica anche alla Scuola Holden di Torino. Considerato tra i maggiori studiosi italiani di media digitali, collabora regolarmente con testate come Nòva – Il Sole 24 Ore e Film TV, ed è curatore di rubriche dedicate al cinema del futuro. Ha fondato e dirige riviste scientifiche quali Screencity Journal ed EmergingSeries, ed è membro di vari comitati scientifici nazionali e internazionali (tra cui il board “Web and Transmedia Strategies” del Prix Italia RAI e il Laboratorio Multimediale LUM di Palermo). I suoi interessi di ricerca spaziano dalla computer vision alle webserie, dagli NFT e il cinema fino alla realtà virtuale e al metaverso. Autore prolifico, ha pubblicato numerosi volumi, tra cui Zona Oscura: Filosofia del Metaverso (LUISS UP, 2023), Storytelling digitale (LUISS UP, 2021) e Visioni digitali. Video, web e nuove tecnologie (Einaudi, 2016), punti di riferimento nell’analisi del rapporto tra tecnologie emergenti e cultura audiovisiva.
Maurice Benayoun (Mascara, 1957) è un artista e teorico francese di new media art, attivo tra Parigi, Hong Kong e Nanjing. In ambito accademico ricopre posizioni di alto livello internazionale: è stato Professore Ordinario presso la School of Creative Media della City University di Hong Kong dal 2012 (di cui ha diretto la Scuola di Specializzazione e il programma di dottorato dal 2014 al 2018), e dal 2024 è Distinguished Professor e direttore dell’Art & Architecture Intelligence Lab presso la Nanjing University in Cina. In precedenza ha insegnato ha insegnato all’Università Paris 1 Pantheon Sorbonne and Paris 8 Università, dove ha fondato il laboratorio H2H (Human to Human) sulle arti digitali. Artista multimediale pionieristico, Benayoun è autore di celebri installazioni interattive – tra cui Tunnel sotto l’Atlantico (1995) e World Skin (1997) – ed è stato insignito di prestigiosi riconoscimenti internazionali, come il Golden Nica (Ars Electronica 1998) per l’arte interattiva. La Francia gli ha conferito il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres nel 2000, a testimonianza del suo contributo artistico. Ha tenuto oltre 400 conferenze su invito in università e congressi di tutto il mondo, ed è considerato un punto di riferimento globale nell’ambito dell’arte digitale e della teoria delle interazioni uomo-macchina.
Luna Bianchi (Udine, 1990) è un’esperta di diritto applicato alla tecnologia, con un profilo internazionale che coniuga competenze giuridiche e attenzione etica alle innovazioni digitali. Avvocata specializzata in proprietà intellettuale, ha maturato esperienza come consulente legale nel settore del lusso e si è dedicata da sempre alla tutela dei diritti umani e alla promozione della diversità. Dal 2019 focalizza i suoi studi sugli impatti etici, giuridici e sociali dell’intelligenza artificiale e dell’uso dei dati, completando un Master in “Filosofia del Digitale” volto a sviluppare modelli di governance tecnologica orientati ai diritti digitali e all’uguaglianza socio-economica. È co-fondatrice e co-CEO di Immanence, società benefit che affianca enti pubblici e privati nella valutazione dei rischi e degli impatti etici di algoritmi e sistemi di AI, garantendo l’aderenza ai principi etici e alle normative europee. In questo ruolo Bianchi promuove un approccio responsabile all’innovazione, sostenendo che l’etica – a differenza delle macchine – non sia binaria ma vada negoziata e contestualizzata ai valori sociali. Attiva come Advocacy Officer presso Privacy Network e membro di iniziative internazionali sull’AI responsabile, partecipa frequentemente come relatrice a convegni e tavole rotonde sui temi della trasparenza algoritmica, dell’inclusione digitale e della tutela dei dati, contribuendo al dibattito su un’innovazione tecnologica a misura d’uomo.
Alex Braga (Roma, 1977) è un musicista sperimentale, artista concettuale e inventore italiano, considerato un pioniere nell’integrazione dell’intelligenza artificiale in ambito musicale. È riconosciuto per il suo approccio etico e sostenibile alla tecnologia e nel 2024 è stato inserito nel Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti (DEUMM), attestandone il rilievo tra le figure di riferimento della musica contemporanea. Con l’ausilio di ricercatori dell’Università Roma Tre, Braga ha sviluppato A-MINT (Artificial Musical Intelligence), un ecosistema di intelligenza artificiale adattiva capace di interagire in tempo reale con musicisti su parametri sia sonori sia visivi. A-MINT è divenuta la prima intelligenza artificiale ufficialmente riconosciuta come strumento musicale nei conservatori, studiata al pari degli strumenti tradizionali. Grazie a questa innovazione, Braga è stato il primo docente di “intelligenza musicale artificiale” con masterclass presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e altre istituzioni internazionali. Nel 2020 ha pubblicato l’album Spleen Machine (7K! Records), realizzato con il supporto di A-MINT e prodotto da Robert Lippok: l’opera è stata segnalata dalla rivista Rolling Stone tra i 10 migliori album composti da artisti con AI. Le sue performance audiovisive – presentate in festival prestigiosi come Ars Electronica, Sónar e Romaeuropa – e le sue installazioni (Automatic Impermanence, 2024) esplorano i confini tra creatività umana, tecnologia e sostenibilità, invitando il pubblico a “trovare l’infinito dentro i confini finiti del nostro mondo”.
Massimo Canevacci (Roma, 12 agosto 1942) è un antropologo ed etnografo italiano, noto per i suoi approcci interdisciplinari allo studio della comunicazione e della cultura. Già Professore Ordinario di Antropologia Culturale presso la Sapienza – Università di Roma, dove ha insegnato a lungo nella Facoltà di Scienze della Comunicazione, attualmente è docente presso l’Istituto di Studi Avanzati dell’Università di São Paulo (Brasile). La sua ricerca coniuga la teoria critica della Scuola di Francoforte con gli sviluppi del pensiero cibernetico (in particolare l’opera di Gregory Bateson), elaborando nuovi paradigmi interpretativi in antropologia: tra i concetti da lui introdotti vi sono la “metropoli comunicazionale”, la cultura sincretica e il “soggetto ubiquo”, in riferimento alle identità moltiplicate dal digitale. Canevacci ha condotto estese ricerche etnografiche sia sulle culture indigene del Brasile (in particolare presso le comunità Bororo e Xavante) sia sulle metropoli contemporanee, indagando fenomeni urbani “polifonici” e le trasformazioni della comunicazione visuale e digitale. Pioniere dell’antropologia della comunicazione, ha esplorato le intersezioni tra arte, tecnologia e pratiche culturali, promuovendo anche metodologie didattiche sperimentali attraverso i nuovi media. È autore di numerose opere divenute punti di riferimento disciplinari: La città polifonica (Costa & Nolan, 1997) ha inaugurato la riflessione sull’urbanità policentrica; Antropologia della comunicazione visuale (Meltemi, 2001; nuova ed. 2017) ha approfondito il tema del feticismo visuale; Antropologia polifonica (2012) e Soggetto ubiquo (2013) hanno sviluppato approcci etnografici innovativi tra virtuale e reale. La sua pubblicazione più recente, Stupore indigeno (2023), esamina le sfide digitali nelle culture native amazzoniche, confermando Canevacci quale voce autorevole nell’analisi critica della contemporaneità antropologica.
Si occupa di sistemi e linguaggi di comunicazione e, dagli anni Ottanta, di relazioni tra forme artistiche, scienze e tecnologie. Insegna in diverse Istituzioni. Dal 2013 al 2018 è stato Director of Studies del PhD Research Program del T-Node del Planetary Collegium (Università di Plymouth). Attualmente è Direttore e Responsabile delle attività scientifico-culturali presso LABA, Rimini. Ha pubblicato i libri Realtà del virtuale (1993), Il corpo tecnologico (1994; 2015) e Arte e tecnologie (1996; 2013); art*science. The New and History (2018); Arte e complessità (2018); Dialogues across the seas: the ocean that keeps us apart also joins us. Charting knowledge and practice in the Anthropocene (2022). Nel 2000 ha fondato Noema, di cui è Presidente, journal online e network di progetti sui rapporti tra arti, scienze, tecnologie e società. È fondatore e curatore del progetto di ricerca triennale art*science – Art & Climate Change su arte e cambiamenti climatici. Ha lavorato a progetti culturali europei sulle tecnologie di comunicazione. Ha fatto parte dell’International Advisory Board in varie edizioni di Ars Electronica per la categoria Net Communities. È consulente della Commissione Europea sulle relazioni tra scienze, tecnologie e humanities, in particolare per quanto riguarda Big Data e Intelligenza Artificiale. È membro AICA (Association Internationale des Critiques d’Art) e iscritto all’Ordine dei Giornalisti.
Matteo Ciastellardi (Milano, 1976) è un accademico e ricercatore nell’ambito del design della comunicazione e della cultura digitale. Attualmente è docente e ricercatore presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, dove insegna Sociologia dei Media e Sociologia dei Processi Culturali. Filosofo di formazione (laureato in Filosofia teoretica) e dottore di ricerca in Design della Comunicazione, ha svolto un periodo post-dottorato presso l’IN3 (Internet Interdisciplinary Institute) della Universitat Oberta de Catalunya a Barcellona, sotto la direzione di Manuel Castells e Derrick de Kerckhove. Rientrato in Italia grazie a una borsa Rita Levi Montalcini, è entrato al Politecnico come ricercatore (RTD-B) proseguendo gli studi sui nuovi media. È co-fondatore e direttore della rivista accademica International Journal of Transmedia Literacy, pubblicazione peer-reviewed open access dedicata all’educazione transmediale. I suoi ambiti di ricerca comprendono la cultura digitale, gli algoritmi sociali, la transmedia literacy, i big data per le scienze umane e le ontologie ibride, con progetti innovativi come SelfieStories sull’autorappresentazione giovanile in rete.
Andrea Colamedici (Roma, 12 gennaio 1987) è un filosofo, saggista ed editore italiano, attivo nella divulgazione del pensiero contemporaneo. Co-fondatore del progetto editoriale e filosofico Tlon (insieme alla moglie Maura Gancitano), è docente di “Prompt Thinking” e tecniche di creatività applicata presso l’Istituto Europeo di Design di Roma e la 24Ore Business School. Cura la rubrica settimanale “Prendila con Filosofia” sul magazine Vanity Fair, attraverso cui porta temi filosofici al grande pubblico. Esperto dei risvolti filosofici dell’intelligenza artificiale, ha tenuto conferenze TEDx – tra cui TEDxRoma 2023 sulle implicazioni etiche di strumenti come ChatGPT e TEDxBarletta 2022 sul rapporto tra arte e AI – offrendo riflessioni pionieristiche su tecnologia e umanità. Colamedici è direttore scientifico del Festival del Pensare Contemporaneo di Piacenza e del Carnevale di Putignano, due importanti eventi culturali, e insieme a Gancitano ha ideato la “Festa della Filosofia” e l’iniziativa online Prendiamola con Filosofia in periodo pandemico. Autore versatile, ha pubblicato saggi e realizzato podcast (come Meno per meno con il cantautore Niccolò Fabi) sulle intersezioni tra filosofia e vita quotidiana. Nel 2025 ha dato alle stampe Ipnocrazia. Trump, Musk e la nuova architettura della realtà, un’opera sperimentale scritta avvalendosi anche di sistemi di intelligenza artificiale, che ha suscitato interesse internazionale per l’innovativo processo di co-scrittura.
Ha ricevuto il suo Phd in Lingua e Letteratura Francese dall’Università di Toronto nel 1974 e un dottorato del terzo ciclo in Sociologia dell’Arte dall’Università di Tours (Francia) nel 1979. È stato un associato del Centro per la Cultura e la Tecnologia dal 1972 al 1980 ed ha lavorato con Marshall McLuhan per oltre 10 anni come traduttore, assistente e co-autore. Ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell’Università di Toronto. In Italia ha collaborato per tredici anni al bimestrale di comunicazione “Mass Media (rivista)“, dal 1983 al 1995. Professore di Antropologia della comunicazione al Politecnico di Milano. Fino a novembre 2014 è stato docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Attualmente è Direttore scientifico della rivista Media Duemila, consigliere scientifico dell’Osservatorio TuttiMedia. È in corso di pubblicazione il suo ultimo lavoro sull’Ecologia dell’era quantica per MIT Press.
Maura Gancitano (Mazara del Vallo, 1985) è una filosofa, saggista e divulgatrice italiana attiva nel campo della cultura contemporanea. Laureata in Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è co-fondatrice – assieme al marito Andrea Colamedici – del progetto Tlon, una realtà culturale poliedrica che comprende una casa editrice, una scuola di filosofia e una libreria teatro. Il suo impegno è volto alla divulgazione filosofica e sociale, con particolare attenzione ai temi dell’uguaglianza di genere e dell’impatto culturale dei media: collabora come opinionista su testate nazionali e partecipa a dibattiti pubblici e televisivi. Ha ideato, insieme a Colamedici, la “Festa della Filosofia” presso le Triennali di Milano e Roma e l’evento “Prendiamola con Filosofia”, una maratona streaming di approfondimento culturale nata durante la pandemia in collaborazione con istituzioni come Rai Scuola e il Ministero della Salute. Gancitano è autrice di numerosi saggi e podcast di successo: con Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza (Einaudi, 2022) ha vinto il Premio Rapallo per la Donna Scrittrice, e ha pubblicato insieme a Colamedici il bestseller Liberati della brava bambina (HarperCollins, 2019) sul ruolo degli stereotipi di genere. Grazie al suo contributo innovativo, è stata inclusa nella lista “Generazione Futuro” stilata da Vanity Fair e tra le Unstoppable Women di StartUpItalia, riconoscimenti che celebrano figure emergenti dell’innovazione europea e italiana.
Sabina Minardi (Catania, 1970) è una giornalista e scrittrice italiana. È responsabile dal 2016 delle pagine culturali del settimanale L’Espresso. Laureata in Giurisprudenza presso la LUISS Guido Carli di Roma, autrice di pubblicazioni in tema di informatica giuridica e di diritto alla privacy, ha iniziato la carriera giornalistica a La Repubblica, contribuendo al lancio del portale Repubblica.it nel 1996-97. Ha vinto importanti riconoscimenti quali il Putto d’Argento (2005) Bambini e stampa, premio dell’Ordine dei giornalisti e il Premio Letterario Internazionale Nino Martoglio (2017).
È direttrice artistica del festival letterario Marzamemi Book Fest. Tra le sue pubblicazioni figurano il romanzo storico Caterina della notte (Piemme, 2017) e il saggio Il grande libro del vintage (Il Saggiatore, 2021), oltre a contributi per l’Enciclopedia Treccani e numerosi articoli di costume, società e tematiche culturali su riviste e antologie. Tiene regolarmente lezioni di giornalismo culturale. Ha ideato format e web serie (BookZ) per la promozione della lettura tra i ragazzi.
Marco Gori (Firenze, 1961) è un informatico e studioso di intelligenza artificiale di fama internazionale. Professore Ordinario di Informatica presso l’Università di Siena dal 2000, dove dirige il laboratorio SAILAB di Intelligenza Artificiale, ha conseguito il Ph.D. all’Università di Bologna e svolto parte della sua formazione presso la McGill University di Montréal. In oltre trent’anni di carriera accademica ha insegnato anche all’Università di Firenze e come visiting professor in atenei esteri (Montréal, Ulm, Paris VI, ecc.). I suoi principali ambiti di ricerca riguardano il machine learning, la visione artificiale e il linguaggio naturale. Gori è stato presidente del Capitolo Italiano della IEEE Computational Intelligence Society e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AI*IA), ed è Fellow di IEEE, EurAI (già ECCAI) e IAPR, onorificenze che riconoscono i suoi contributi scientifici. Ha al suo attivo centinaia di pubblicazioni scientifiche e alcuni testi di riferimento: è co-autore del saggio Web Dragons: Inside the Myths of Search Engine Technology (Morgan Kaufmann, 2007) e autore di Machine Learning: A Constraint-Based Approach (MK, 2018), che propone un innovativo paradigma di apprendimento automatico sviluppato nel suo laboratorio. Nel 2004 ha lanciato il progetto WebCrow, sfida pionieristica tra uomo e macchina nella soluzione di cruciverba, da cui è nata la startup QuestIT specializzata in agenti conversazionali. Inserito nella lista dei “Top Italian Scientists” per l’area Computer Science Marco Gori è considerato uno dei massimi esperti italiani di intelligenza artificiale, costantemente coinvolto in progetti di ricerca e trasferimento tecnologico a livello internazionale.

