Continua la raccolta di firme per la ricostruzione dell’Abruzzo
Continua la raccolta di firme affinché la ricostruzione dell’Abruzzo possa essere un esempio di qualificata applicazione delle discipline del progetto rispettando la cultura e la memoria della regione.
Le città del silenzio
Fabrizio M. Rossi
Domenica, 3 di maggio, una mattina fredda tra lame di sole e pioggia insistente, a L’Aquila. A quasi un mese dalla grande scossa del 6 di aprile, i quartieri storici sono presidiati ad ogni ingresso, come sin dai primi giorni. Si può entrare, ma solo scortati dai Vigili del fuoco e per ragioni documentate, dopo essersi iscritti in una lista d’attesa. I Vigili non bastano per numero, e i loro turni sono duri; cosí si entra pochissimi per volta, e con grande cautela. La città vecchia è come sigillata e continua a rovinare per le continue scosse: già due, oggi, e siamo solo alle 11 del mattino. Entriamo per porta Bazzano, quella che guarda verso sud-est dalle mura federiciane: verso la basilica di Collemaggio, ormai aperta al cielo, esattamente all’altezza del transetto; aperta come tante altre chiese, molto piú piccole e del tutto ignote, ma non meno stupefatte (01). Dopo aver passato il posto di blocco degli Alpini è una sorpresa vedere, all’inizio della costa che sale su verso la piazza del mercato, le prime case ancora in piedi e, almeno in apparenza, in buone condizioni (02)… >>>
